Problemi di restauro. Giornate di studio

Al restauro è dedicato il primo impegno tematico e organizzativo della Rete museale dell’Ottocento Lombardo che ha promosso cinque giornate di studio finalizzate alla costruzione di una relazione fattiva che arricchisca il lavoro dei singoli Istituti con la condivisione delle esperienze e delle ricerche. Il primo ciclo di incontri, soprannominato “le cinque giornate di Milano” è stato realizzato con uno scopo preciso: quello di aprire un tavolo di incontro al quale invitare gli storici dell’arte/conservatori a un’occasione di aggiornamento e di confronto. L’idea è stata quella di indirizzare gli interventi degli specialisti, tra loro anche i restauratori, alle figure istituzionali che, con un ruolo molto importante dal punto di vista decisionale e legale, ruotano attorno al restauro di manufatti, ma che per formazione non hanno un’esperienza pratica. A questo scopo, quale argomento delle giornate di studio, sono state individuate tre prime tipologie di manufatti tra quelle più diffuse nelle collezioni: i dipinti, la carta e i gessi, presentati soprattutto come “materiali” con le loro valenze e le loro criticità. Altro obiettivo è stato quello di fornire una valutazione critica dei prodotti e dei materiali tradizionalmente usati nel restauro, evidenziando le possibili interazioni con i materiali costitutivi dell’opera e suggerendo, dove possibile, alternative più selettive. Le tre giornate monografiche sono state introdotte da altre due dedicate l’una ai temi dei metodi analitici e l’altra al degrado biologico. Non tanto per riproporre tecniche tutto sommato note, ma per conoscerne la portata effettiva, le potenzialità, le criticità e poter così valutare, nella logica dell’economicità e dell’efficacia, cosa e perché chiedere un certo tipo di analisi. Le cinque giornate, affidate alla cura di Paolo Cremonesi, chimico, consulente di molti musei italiani e stranieri e direttore scientifico del Cesmar7, Centro Studi per i Materiali del Restauro, in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure, sono state il primo tentativo di messa in rete di un sapere per condividere operazioni normalmente svolte “ a stretto giro di relazioni.