Masaniello

Alessandro Puttinati

(Verona 1801-Milano 1872)

Masaniello, 1846

marmo, cm 212 x 50 x 105GAM 4412

Provenienza: Galleria d’Arte Moderna di Milano. lascito Antonio Gargantini, 1892

Esposizioni: Milano (Brera), 1846, p. 42; Parigi, 1867, p. 357; Verona, 1989, pp. 219-220; Milano, 1999, n. 615, p. 260; Genova, 2007 n. 51, p. 173; Roma 2010, n. I.2.; Napoli, 2011, p. ;

 

Bibliografia:

Album Esposizione di Belle Arti in Milano ed altre città d'Italia, Editore Carlo Canadelli Editore, Milano 1846, p. 43;

L’Italie économique en 1867 avec un apercu des industries italiennes a l’Exposition Universelle de Paris, Editore G. de Barbera, Firenze 1867, p. 357;

G. Rovani, Le tre arti, Milano 1874, p. 192.

G. Nicodemi, M. Bezzola, La Galleria d’Arte Moderna, Milano 1938, pp. 126-127, fig. 2631.

Luciano Caramel, Carlo Pirovano, La Galleria d’Arte Moderna. Opere dell’Ottocento, Milano 1975, p. 664, n. 2128.

B. Cinelli, in Il Veneto e l’Austria. Vita e cultura artistica nelle città venete 1814-1866, catalogo della mostra, Verona, Palazzo della Gran Guardia, 1989, pp. 219-220;

S. Grandesso, Dal classicismo more romano alla scultura romantica come natura, sentimento religioso e impegno civile, in L’Ottocento in Italia: le arti sorelle, a cura di C. Sisi, vol. II, Electa, Milano 2007, p. 188;

M. De Micheli, La scultura dell’Ottocento, ed. Garzanti, Milano  1992, pp. 92-94;

P. Zatti, in Oh giornate del nostro riscatto Milano dalla Restaurazione alle Cinque Giornate, catalogo della mostra, Skira, Milano 1999, n. 615, p. 260;

S. Regonelli, in Garibaldi. Il mito. Da Lega a Gottuso, catalogo della mostra a cura di F. Mazzocca, A. Villari, Genova 2007 n. 51, p. 173;

S. Grandesso, in F. Mazzocca (a cura di) La Galleria d’Arte Moderna, Silvana editoriale, Milano 2008, n. 16, p. 70;

A. Villari, in 1861. I pittori del Risorgimento, catalogo della mostra a cura di F. Mazzocca, C. Sisi, Skira, Milano 2010, n. I.2.

O. Cucciniello, F. Tamanini, Masaniello, in …., catalogo della mostra a cura di …, Napoli, 2011, p. n. .

 

Definita dal noto recensore Giuseppe Rovani “trionfo dell’arte contemporanea” (1874, p. 192), l’imponente scultura del veronese Alessandro Puttinati, Masaniello, veniva esposta in occasione dell’Esposizione di Brera nel 1846 accanto a La preghiera del mattino di Vincenzo Vela e l’Ismaele di Giovanni Strazza.  Abbandonato l’accademismo accademico, il Masaniello incarnava appieno le, ormai affermate, istanze romantiche, suscitando scalpore e perplessità nel pubblico e, viceversa, ampi consensi da parte della critica più attenta che invece vi ravvisava il forte impatto emotivo e l’energica espressività infusa dall’eroe della rivolta napoletana del 1647.

Nell’imminente ricorrenza per il bicentenario della citata sommossa, in una Milano ormai insofferente a causa della opprimente presenza degli Austriaci, lo scultore investiva di ideali contemporanei la vigorosa figura del pescatore amalfitano, come lucidamente descriveva Carlo Tenca: “far discendere la scultura alla rappresentazione di una natura incolta e volgare, in cui l'entusiasmo altissimo dello sdegno deve suscitare moti violenti e scomposti, corrompere l'aristocratica nobiltà del marmo fino a modellarsi nelle membra di un rozzo pescatore vestito d'un ruvido farsetto” (Tenca 1998 [1846], pp. 121-122).

Puttinati aveva saputo conferire all’opera una tale inaspettata forza che questa divenne in breve simbolo della ormai prossima rivolta milanese del 1848, tanto che la censura austriaca censurò la recensione di Giuseppe Sacchi sulle pagine dell’Album di quell’anno e, addirittura, proibì la pubblicazione della relativa incisione (Album…, 1846, p. 44; Grandesso, in Mazzocca 2007, p. 70). La fortuna iconografica del Masaniello non si esauriva però con i moti di Milano ma si protraeva sin dopo l’Unità d’Italia ed in territorio d’oltralpe: infatti alla rassegna milanese del 1865 l’Officina artistica Ceriani e Barzaghi ne esponeva l’omonima copia bronzea (Esposizioni... 1865, p. 42) che, due anni dopo, veniva presentata in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi al prezzo di 6000 franchi (L’Italie économique... 1867, p. 357).