La battaglia di Palestro

Raffaele Pontremoli (Chieri, Torino, 1832 – Milano, 1905)

La battaglia di Palestro(31 maggio 1859)

Olio su tela

285X383 cm

1860

Firmato e datato in basso al centro “Pontremoli/1860”

Museo del Risorgimento, Milano. Deposito Ministero per i Beni  e le Attività Culturali.

Bibliografia: Illustrazione storico artistica. 1863, pp 52-53; A.Morassi, Roma 1936, pp. 12-13; A. Silvestro, Grottammare , 1991.

 P. Dragone, Torino 2001 p. 285; Mostra La Galleria delle Battaglie, la collezione Savoia di Palazzo Reale a Milano,2011, p. 36.

 

Raffaele Pontremoli, arruolato nell’esercito piemontese, illustratore della Campagna d’Italia, dipinge La Battaglia di Palestro appena un anno dopo gli scontri. Raffigura l’istante in cui il generale svettante sulla sinistra della tela con sguardo fermo e determinato osserva lo stato maggiore reagire ai suoi comandi: un gruppo abbigliato con eleganti divise con spallette dorate e guanti bianchi lontano dalla mischia. Sulla destra, interamente in ombra, la composizione presenta l’esercito in marcia verso l’abitato.  Sullo sfondo il piccolo campanile della piazza principale. Il cielo è coperto  da nuvole che si mescolano al fitto fumo dell’artiglieria. Il battaglione di soldati incamminatosi per la strada maestra è colto dal lampo di una violenta esplosione. L’intera scena, con un effetto (di) notturno,  ha pochissimi punti illuminati grazie alla luce dei proiettili. Il primissimo piano è affastellato di soldati colpiti e feriti che alzano le braccia chiedendo aiuto  e che cadono impotenti a terra tra gli zaini e altri oggetti abbandonati. Al centro, un militare  quasi incurante del pericolo rivolge lo sguardo verso lo spettatore correndo verso il cuore della battaglia e impugnando il tricolore logoro,. Seguono il suo passo, i suoi compagni, di cui uno ha la testa malamente fasciata, un altro al suo fianco  con le braccia in alto cade, colpito a morte. A sinistra su un’altura svetta un gruppo di bersaglieri che controlla i prigionieri nemici. Essi salutano solennemente il tricolore.

Raffaele Pontremoli, formatosi sotto la guida di Carlo Arienti presso l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, perfeziona i suoi studi presso la scuola di Horace Vernet a Parigi. Si trasferisce a Firenze, a Roma ed infine a Milano. E’ pittore di battaglie e illustratore delle principali testate europee. L’esperienza che lo introduce alla raffigurazione di episodi militari è la sua partecipazione in prima persona alla Seconda Guerra d’Indipendenza e la sua attività di cronista de l’”Illustration” durante le campagne delle truppe piemontesi nelle Marche e nel napoletano.

La presa del villaggio di Palestro avviene all’alba del 31 maggio del 1859 aprendo la strada all’esercito piemontese verso Magenta e verso la conquista di Milano. Lo scontro vede protagoniste le truppe del generale Cialdini e bersaglieri comandati dal colonnello Regis. L’episodio si riferisce al momento in cui le truppe nemiche minacciano di scendere dall’altopiano ed il generale comanda di attaccare e conquistare il villaggio.

La grande tela commissionata da Vittorio Emanuele II quasi contemporaneamente a quella raffigurante la battaglia di Magenta di G. Induno, viene esposta alla Promotrice di Torino nel 1861, allestita nelle sale dell’Accademia Albertina. Il pittore imposta la scena osservandola da un punto di vista distaccato. Tale espediente gli permette di costruire l’immagine con rigore e convenzionalità, facendo convogliare lo sguardo dello spettatore verso la parte centrale del dipinto, dominata dalla luce delle esplosioni e da un vuoto drammatico. Il distacco permette inoltre di bilanciare con sapienza i diversi episodi di eroismo, distribuendo equamente sulla tela gloria e sofferenza e dedicando il primissimo piano a dettagli toccanti, raccapriccianti e commoventi, accorgimento, questo, introdotto fin dal principio del XIX secolo dalla pittura francese e ormai comune alla maggior parte della coeva pittura di battaglia.