L’imbarco a Genova del generale Giuseppe Garibaldi

Gerolamo Induno (Milano, 1825 – 1890)

L’imbarco a Genova del generale Giuseppe Garibaldi, 1860

Olio su tela, 106x146 cm

Firmato e datato in basso a sinistra “G. Induno 1860”.

Milano, Museo del Risorgimento.

Bibliografia: L.Pini, in Intorno agli Induno 2002, n.34; P.Zatti, in Romantici e macchiaioli 2005, n VII.2, pp.264-265; S.Regonelli, in Garibaldi il Mito 2007, n.36, p.166; S.Regonelli, in Ottocento. Da Canova al Quarto Stato, n.55, p.202.

 

L’autore, attento cronista e interprete nostalgico della storia contemporanea, celebra la partenza del Mille da Quarto. L’evento da’avvio alla eroica campagna di Garibaldi nel sud Italia.  Commissionatagli dall’imprenditore ferroviario Pietro Gonzales, l’opera, il cui esplicito intento celebrativo è evidenziato anche dal formato di dimensioni ragguardevoli, riferisce, in un rendiconto d’insieme estremamente accurato e di singolare valore storico – documentario, ogni singolo particolare dell’ampia e articolata scena della partenza verso la leggendaria spedizione.

Sullo sfondo della scena si intravedono i due piroscafi, il Piemonte e il Lombardo, conquistati da Nino Bixio a Genova, raggiunti dalle scialuppe cariche di volontari pronti all’imbarco. Al centro la gloriosa figura di Garibaldi, che, salendo sull’ultima scialuppa rivolge un gesto di saluto verso la folla sulla riva. In una delle più composizioni più celebrative dell’epopea unitaria l’eroe dei due mondi appare affiancato da due personaggi, Giuseppe Sirtori e Istvan Turr, sebbene vi sia il dubbio che la figura di Sirtori possa esser quella di Nino Bixio, altro protagonista della gloriosa impresa.

Sulla parte destra del dipinto si svolge la scena maggiormente apprezzata e significativa: una scena d’addio in cui i  giovanissimi volontari si apprestano a  salire sulla scialuppa e si attardano a stringere in ultimo abbraccio madri, padri, mogli e figli. L’intento didascalico, il fine patriottico è affiancato sapientemente alla sfera degli affetti  più profondi, alla dimensione più familiare e intima, tanto cara a Gerolamo Induno. La resa atmosferica, caratterizzata da un tramonto accesso da toni brillanti, contribuisce a rendere il dipinto maggiormente suggestivo.