I profughi da un villaggio incendiato (L’incendio del villaggio)

Domenico Induno

(Milano 1815-1878)

I profughi da un villaggio incendiato (L’incendio del villaggio), 1851

Olio su tela, cm 126x74,5

GAM 4412

Firmato e datato in basso a sinistra “D.co Induno/ 1851”

Provenienza: Galleria d’Arte Moderna di Milano. Donazione Gian Giacomo Attendolo Bolognini Morando, 1929

 

Esposizioni: Milano (Brera), 1851, p. 4, n. 8; Parigi, 1855, p. 278; Milano, 1891, p. 13, n. 225; Milano, 1975, p. ; Milano, 1988, p. 156; Milano, 1998-1999, p. 197, n. 632, Rancate, p. ?.

 

Bibliografia: M. Bezzola, G. Nicodemi, 1939, vol. I, …, n. 1007; L. Caramel, G. Pirovano, 1975, n. …; Esposizione…1851, p. 4, n. 8; Exposition Universelle …, 1855, p. 278;

 

 

Presentato all’Esposizione di Belle Arti di Brera nel 1851 su commissione del conte Giulio Litta Visconti Arese, il dipinto realizzato dall’acclamato pittore di scene di genere Domenico Induno pare rispondere alle nuove esigenze pittoriche promosse l’anno precedente dal critico Pietro Estense Selvatico, quando indicava la necessità di trattare in pittura soggetti contemporanei carichi di valenze educative, così come ben sottolineava anche Antonio Zoncada nella recensione dedicata all’opera sulle pagine de Le Gemme: “ (…) non è ammaestramento più salutare all’uomo della vista della sventura de’ suoi simili” (Zoncada, 1853, p. 38). Accolta con entusiasmo dalla critica contemporanea, l’opera veniva apprezzata per l’originale scelta del soggetto, un gruppo di popolani investiti dalla tragedia dell’incendio, e per la scrupolosa attenzione nella resa del dettaglio che interessava in egual misura i gesti e le espressioni sofferenti e dimesse dei personaggi e quei brani di natura morta (le stoviglie e la mobilia salvati alla disgrazia) presenti nel primo piano del dipinto. Il pittore, che nella tela concentra diversi e commossi momenti successivi al disastro (la donna dolente ed il figlio, la benedizione della casa, il recupero dei beni scampati al fuoco e l’incendio ancora vivo sullo sfondo), concentra la sua attenzione sulla figura della giovane donna adagiata su un letto di fortuna e coperta con lenzuola richiamanti i colori della bandiera italiana, alludendo, forse, alla crudele repressione perpetrata dall’esercito austriaco ai milanesi dopo i falliti moti risorgimentali del 1848, ed a sottolineare il patriottismo ed i sentimenti anti-austriaci che contraddistinguevano il noto committente. Dell’opera esistono, inoltre, una seconda versione datata 1854, Disastro e conforto (ubicazione ignota), un disegno conservato nel Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco di Milano ed un bozzetto, Profughi dal villaggio, pubblicato nel 1945 da Giorgio Nicodemi (Nicodemi, 1945, t. 117).