Paesaggio alpino. La vallata di Prosto nelle vicinanze di Chiavenna

GIOVANNI BATTISTA FERRARI (Brescia 1829-Milano 1906)

Paesaggio alpino. La vallata di Prosto nelle vicinanze di Chiavenna, 1860

Olio su tela, cm. 94x128

Firmato e datato “Milano G.B. Ferrari 1860” in basso a destra

Collezione della Provincia di Milano

 

Esposizioni: Milano, “Esposizione di opere di Belle Arti nel Palazzo Nazionale di Brera”, 1860, n. 112; Milano, Palazzo Isimbardi, 1987; Brescia, Grande Miglio in Castello, “Giovanni Battista Ferrari (1829-1906). I luoghi della pittura”, 2006, n. 14; Milano, Spazio Oberdan, “150 anni di opere e arte. I tesori della Provincia di Milano”, 2010

Bibliografia; R. de Grada, L’Ottocento a Palazzo Isimbardi nelle raccolte della Provincia di Milano, Milano, 1987, pp. 48-49; R. Ferrari, Giovanni Battista Ferrari (1829-1906). I luoghi della pittura, Brescia, 2006, pp. 191, 214-215; S. Zatti, Viaggio in Lombardia . Opere delle collezioni della Rete museale dell’Ottocento lombardo, Torino, 2010, tav. 22, p. 122; 150 anni di opere e arte. I tesori della Provincia di Milano, Milano, 2010, p. 85 (scheda a cura di N. Colombo)

 

Ferrari studia a Brescia alla scuola Rottini nel 1855, nel ‘56 frequenta l’Accademia di Brera e vi segue i corsi di Sogni e Zimmermann. Nel 1868 si trasferisce a Milano e partecipa assiduamente alle annuali di Brera e alle Nazionali milanesi del 1872 e del 1881, alle Promotrici di Torino e alla Nazionale di Torino del 1880.

Paesaggio alpino, è la prima opera acquisita dalla neo-costituita Provincia di Milano nel 1860 presso L’Esposizione di Belle Arti di Brera dello stesso anno, dove appare molto verosimilmente con il titolo La vallata di Prosto nelle vicinanze di Chiavenna, località  identificabile nei monti dello sfondo. La scena rappresenta un episodio di cronaca risorgimentale imperniato sulle manovre militari durante la seconda guerra di Indipendenza. L’artista probabilmente s’era arruolato nel 1859 a Torino, insieme al conterraneo amico, pittore e garibaldino Eugenio Amus (1834-1899) nei corpi volontari lombardi composti da patrioti che deliberatamente affiancavano i militari nelle operazioni antiaustriache. Insieme ad Amus, Ferrari interpreta un paesismo nuovo, importato a Milano alla soglia degli anni cinquanta dell’Ottocento dagli artisti tedeschi Lange, Achenbach e Zimmermann, caratterizzato da visioni cariche di spunti drammatici, di sovraesposizioni iperrealistiche nel contrasto tra luci e tenebre e dall’inclemente dominio pittorico delle morfologie territoriali.

Nicoletta Colombo