La Cospiratrice

Andrea Appiani il giovane (Milano, 1814 – 1865)

La Cospiratrice

Olio su tela

100x76 cm

1850 - 1855

Museo del Risorgimento, Milano. Deposito Ministero per i Beni  e le Attività Culturali.

Bibliografia: Giuseppe Garibaldi sulle tracce di un mito,Milano 2007, p.68; 1861. I pittori del Risorgimento, Milano 2010 p.51…….;

 

Andrea Appiani il giovane per testimoniare le difficoltà e gli ostacoli del processo unitario sceglie di rappresentare una donna, probabilmente una giovane italiana emigrata in Francia, dal viso triste e sofferto, coperta da un manto nero che stringe tra le mani il tricolore.

Il manto nero richiama i tanti lutti che il  processo unitario stava comportando, ma che nonostante le difficolta’ riusciva a tener stretto vicino al cuore il tricolore, i colori nazionali. Il tricolore seminascosto  è simbolo della clandestinita’ nella quale i movimenti carbonari, patriottici e rivoluzionari  agivano.

“La Giovane Italiana Emigrata” originariamente noto con il titolo di “La Cospiratrice” è  un dipinto collocabile subito dopo il fallimento della Prima Guerra di Indipendenza, tra il 1850 e il 1855.  Nel 1855 esso compare nel catalogo dell’Esposizione Universale a Parigi tra le tele del padiglione austriaco di proprieta’ della prestigiosa famiglia Negroni Prato.

L’opera evoca il clima romantico e cospirativo dei patrioti nel periodo della restaurazione austriaca. Il primo tentativo di riunire il Nord Italia sotto la corona sabauda di Carlo Alberto era fallito, ma  i patrioti continuavano in segreto la loro azione rivoluzionaria ed il dipinto cerca di rappresentare e sintetizzare sia la loro azione, che i loro stati d’animo e sentimenti. L’opera, sull’onda delle Malinconie hayeziane è ricca di contenuti altamente simbolici. Malinconia, disinganno e sentimenti turbati da delusioni continue affiorano nei dipinti del periodo preunitario attraverso la rappresentazione della figura femminile in atteggiamenti mesti. Il motivo iconografico ripreso da una stampa di Durer del 1514, riscuote gran successo poiché il soggetto di gran impatto emotivo rispecchia la condizione interore del popolo contemporaneo fortemente disilluso.