Ponte di Porta Vercellina, 1848-1850 circa

ANONIMO MILANESE  (metà secolo XIX)

 

Ponte di Porta Vercellina, 1848-1850 circa

Olio su tela, cm. 27x40

Collezione della Provincia di Milano

 

Esposizioni: Milano, Palazzo Isimbardi, “L’Ottocento a Palazzo Isimbardi nelle collezioni della Provincia di Milano”, 1987

Bibliografia: R. de Grada, L’Ottocento a Palazzo Isimbardi nelle collezioni della Provincia di Milano, Milano, 1987, p. 101 e copertina; S. Zatti, Viaggio in Lombardia. Opere delle collezioni della Rete museale dell’Ottocento lombardo, Torino, 2010, p. 121

 

L’anonimo vedutista milanese rende in termini di visione urbana,  molto diffusa all’epoca di Angelo Inganni (1807-1880), Luigi Bisi (1814-1886), Giuseppe Canella (1788-1847) e del grande precursore Giovanni Migliara (1785-1837),  una sorta di reportage della storia contemporanea tradotta nel paesaggio cittadino. Il tema è imperniato su di un episodio delle Cinque Giornate di Milano (1848), le cui barricate compaiono sul fondo e inquadra un genere di moda al tempo nella realtà pittorica ambrosiana, svolto sulla scia del vedutismo romantico, tipologia in cui i Navigli giocavano un ruolo rappresentativo fondamentale. La tematica è intrecciata con l’elemento patriottico ed emotivo, evidente nel ricorso alla raffigurazione della bandiera tricolore che sventola da un imponente casamento.  Particolare curioso,  il vessillo si presenta a bande orizzontali com’era all’epoca della Repubblica Cispadana (1796), qui privato del turcasso centrale, e indicizza la velleità di una ripresa puramente simbolica della prima bandiera nazionale. Il dipinto,  pur se di autore anonimo, è un saggio emblematico di pittura risorgimentale di area milanese, integrato con un robusto realismo, con qualità atmosferiche prettamente lombarde e risolto in un intenso contenuto emotivo.

Nicoletta Colombo