Edificio

Nel 1829 Enrico Mylius, commerciante e banchiere di origine tedesca trasferitosi a Milano verso la fine del XVIII secolo, aveva acquistato nei comuni di Loveno e Plesio un vasto appezzamento, composto da un edificio principale, un vasto giardino, rustici, terreni coltivati, boschi, vigneti e pascoli. Alla ristrutturazione della casa padronale si dedicò l’architetto Gaetano Besia, professore dell’Accademia di Belle Arti di Brera e interprete di uno stile sobrio e rigoroso di derivazione neoclassica; nel corso dei lavori la costruzione fu sopraelevata di un piano e arricchita dall’aggiunta di due annessi laterali, uno destinato alla sala del biliardo, l’altro, con grandi portefinestre sul giardino, a salone di ricevimento

La struttura dell’edificio, giunta inalterata fino ad oggi, conserva integre le peculiarità della villa borghese del primo Ottocento lombardo. La dimora, al centro di un declivio naturale dal quale si scorge uno dei più bei panorami del lago di Como con la penisola di Bellagio e il monte Grigna, presenta una facciata, caratterizzata da una alta fascia inferiore in bugnato con quattro nicchie, contenenti i busti in marmo di alcuni illustri amici di famiglia, tra cui spicca quello di Alessandro Manzoni.

Gli ambienti che si susseguono nel luminoso piano terra, conservano inalterata la tipica atmosfera ottocentesca: la ‘piccola biblioteca’ con i suoi arredi in stile impero lombardo, la varietà delle suppellettili e il ciclo di affreschi a grisaille del soffitto che propone una Allegoria della Pace; la ‘sala della musica’; il ‘salone delle statue’, con ampie aperture sia verso il lago, sia verso il parco, che ospita la raccolta di sculture che Enrico Mylius aveva voluto formare, curando con grande attenzione iconografia e significati.