Edificio

La villa fu eretta come residenza privata di Ludovico Barbiano di Belgiojoso (1728-1801) e il suo passaggio nel 1796, dopo l’arrivo dei francesi, a bene del governo e quindi assegnata, nel 1806, alla coppia vicereale di Eugenio di Beauharnais e Augusta Amalia di Baviera.

Divenne in seguito bene pubblico ed assegnata come residenza ad Eugenio dal 1805 al 1814. Nella primavera del 1790 Belgiojoso, a fine carriera, tornava definitivamente a Milano e affidava Leopoldo Pollack i lavori per la costruzione del suo palazzo nei pressi di Porta Orientale. L’esterno dell’edificio, riecheggiante il sogno di una villa imperiale romana, venne decorato secondo un preciso disegno iconografico redatto da Giuseppe Parini.

I bassorilievi e le statue che coronano l’edificio impegnarono un’èquipe di scultori formata da Donato Carabelli, Cesare Ribossi, Andrea da Casareggio, Grazioso Rusca, Carlo Pozzi, Angelo Pizzi, tutti attivi nel cantiere del Duomo. Verso la corte i rilievi rappresentano l’ospitalità ( Bauci e Filemone che ospitano Giove), la temperanza (Ulisse nella casa di Circe), la simulazione punita (Ulisse mette in fuga i Proci); sull’attico Crono, Cibele, Vesta e Plutone. Verso il giardino, nei due timpani laterali: il carro di Apollo e il carro di Diana, nei bassorilievi altri temi mitologici.

Negli interni, gli stucchi delle volte del piano terra combinano elementi di puro ornato a inserti figurativi mentre, al piano superiore, le decorazioni, come le sovrapporte in stucco modellate da Grazioso Rusca per la sala da ballo: la Vittoria scrivente presso le Piramidi, Napoleone come Ercole che soccorre l’Italia, Marte sul carro, Mercurio e il Commercio, appartengono all’epoca di Beauharnais.

Nella sala da pranzo, le lunette in stucco del Rusca, con scherzi di amorini, incorniciano, al centro del soffitto Il Parnaso firmato “Andrea Appiani, F. MDCCCXI”, l’ultima opera eseguita dal pittore su suggerimento del grecista Luigi Lamberti, allora direttore della Biblioteca di Brera.