Giardino

Il giardino si sviluppa lungo una sottile striscia di territorio compreso tra il ramo orientale del Lago di Como e la ex strada statale che collega Lecco e Milano alla Valtellina. Costituisce il risultato di una serie di interventi condotti tra il XIII secolo, quando il luogo era occupato dall’antico monastero femminile cistercense, fino agli inizi del sec. XX. Di proprietà della famiglia Mornico (che acquistò la proprietà nel 1569 dopo la chiusura del convento) fino al 1862 il giardino fu modificato sperimentando l’introduzione di nuove specie rare ed esotiche, secondo il gusto ottocentesco. Si articola oggi in una serie di terrazzamenti che hanno modellato il pendio relativamente ripido della fascia costiera: aree ombrose a bosco si alternano a porzioni di impostazione convenzionale (es. il giardino all’italiana disegnato con siepi di bosso) ed in cui le specie arboree e arbustive sono invece disposte secondo un disegno più informale, a piccoli gruppi o isolate e alternate a radure a prato, intervallate da elementi architettonici di arredo (tra cui il gruppo scultoreo realizzato da Giovanni Battista Comolli, raffigurante la Clemenza di Tito, e da questi lasciato incompiuto per la prematura scomparsa nel 1830). Il parco rivela nel complesso sia interesse per il patrimonio vegetale che la volontà di formare vere e proprie collezioni botaniche (numerose conifere e cipressi, una magnolia pluricentenaria, più di venti specie di palme, quasi tutte le varietà di agrumi) caratteristico dell’arte dei giardini del sec. XIX.