Edificio

Le raccolte dei Musei Civici di Monza hanno sede nel monumentale complesso piermariniano della Villa Reale. Pur se iniziata alla fine degli anni settanta del Settecento come residenza di campagna per il figlio Ferdinando dall'imperatrice Maria Teresa d'Austria, la Villa Reale con i suoi “Imperiali Regji Giardini” risente fortemente della cultura artistica del XIX secolo, all'inizio del quale l'aggiunta del Parco Reale alla Villa, voluto dal Vicerè Eugenio di Beauharnais, porterà a compimento uno dei maggiori complessi architettonici e paesaggistici di tutta Europa. L'architetto ticinese Luigi Canonica completa la Villa con la sistemazione delle aree esterne, che vengono partite da cancellate e con l'aggiunta di un teatrino di corte nell'ala Nord del complesso monumentale.

L'insieme territoriale di Villa Reale e Parco, comprendente numerosi edifici disegnati dal Canonica e dal suo allievo Giacomo Tazzini, rappresenta un unicum artistico-ambientale di eccezionale valore: un'isola di verde di oltre settecento ettari completamente recitanti da un muro perimetrale costruito in larga misura con i materiali di recupero provenienti dalla demolizione del castello visconteo di Monza. Le opere dei Musei Civici sono custodite nei depositi della Villa Reale, complesso edilizio ora in fase di restauro e riqualificazione funzionale, al termine dei quali il complesso recupererà parte delle funzioni museali già sperimentate nel corso della sua lunga storia, fatta di momenti di splendore ma anche di lunghi abbandoni. La sede direzionale e amministrativa dei Musei è ubicata presso il Serrone, l'antica serra delle piante esotiche e degli agrumi, rinnovata architettonicamente dallo studio Piva nel 1982 e trasformata in spazi espositivi per mostre temporanee, uffici e locali tecnici. Direttamente collegata al Serrone e posta a cerniera tra l'ala di servizio a Nord della Villa, si trova la “Rotonda dell'Appiani”, un edificio volumetricamente sobrio e riuscito, formante al suo interno un ambiente circolare, affrescato con scene mitologiche nel 1790 da Andrea Appiani.