Edificio

La Galleria Tadini ha sede nel palazzo che si affaccia sulle rive del lago d’Iseo, sorto a margine del centro antico di Lovere per volontà del fondatore, il conte Luigi Tadini, per ospitare le proprie collezioni d’arte. Una immagine riprodotta in un fregio (fig. 1) ripropone l’aspetto antico del palazzo, rimasto sostanzialmente invariato, e ne sottolinea il rapporto con il paesaggio, accentuato dalle numerose finestre dalle quali si gode il panorama lacustre e dalla sistemazione di un marciapiede a pubblico passeggio

Il progetto fu affidato a Sebastiano Salimbeni, nipote del Tadini e architetto dilettante, che tra il 1817 ed il 1821 fece costruire la cappella, consacrata alla memoria di Faustino, erede del conte, scomparso nel 1799 in tragiche circostanze, e a partire dal 1821 si occupò della costruzione del palazzo. I lavori di finitura erano conclusi nel 1824 con l’esecuzione dei telai per i soffitti in Galleria che successivamente sarebbero stati dipinti dallo scenografo teatrale Luigi Dell’Era per la somma complessiva di lire 1491. La particolare tecnica adottata per i soffitti – dipinti a tempera su fogli di carta dipinti fissati su tela – consentiva di mantenere una grande leggerezza ed elasticità alla struttura, elementi indispensabili per un edificio costruito in riva al lago. Il repertorio decorativo, che varia in ogni stanza, riprende in gran parte i repertori neoclassici acquistati dal conte Tadini quali modelli per gli allievi della scuola di disegno.

L’ edificio nel 1826 poteva considerarsi ultimato, tanto che nell’anno successivo il Tadini cominciava a disporvi le collezioni che nel frattempo giungevano da Crema e nel 1828 poteva pubblicare la prima guida del museo.