Edificio

Il Castello di Masnago, circondato da uno splendido parco a disposizione dei visitatori, ha una vicenda storica lunga e complessa, che ne ha marcato l’impianto architettonico, frutto dei rimaneggiamenti delle diverse epoche. Al Medioevo appartiene la torre, elemento primitivo del castello; quattrocentesco è invece il corpo di fabbrica che ad essa si appoggia, famoso per i suoi splendidi interni affrescati; sei-settecentesca, è infine l’ala che, inseritasi sulle preesistenti strutture del fortilizio medioevale, conferisce all’impianto, un tempo difensivo, l’aspetto di una vera e propria dimora di campagna.

Di proprietà dell’Amministrazione comunale di Varese dal 1981, il Castello di Masnago è sede dal 1995 delle collezioni storico-artistiche permanenti dei Musei Civici di Varese, allestite secondo un percorso che occupa la parte più antica dell’edificio. L’ala sei-settecentesca è invece destinata a spazio espositivo per mostre temporanee.

Gli affreschi, databili intorno alla metà del 1400, costituiscono un complesso decorativo molto articolato e si collocano nella tradizione del Gotico Internazionale, uno stile, diffuso tra la fine del 300 e la metà del 400 nelle corti di tutta Europa e d’Italia. Di questo clima cortese risente in particolare il ciclo della Sala degli Svaghi, così chiamata perché in essa sono raffigurati, calati in un unico ed ininterrotto contesto paesaggistico,  i passatempi di corte. Appena successiva la decorazione della Sala dei Vizi e delle Virtù in cui le partiture dell’affresco presentano la Virtù raffigurata sullo stesso piano tra due Vizi, che ne esemplificano l’eccesso o il difetto.

Nucleo portante delle collezioni, insieme agli acquisti dell’amministrazione, sono le donazioni pervenute nel corso dell’ultimo secolo da illustri famiglie non solo varesine se non dagli artisti stessi. Fra le opere che illustrano la grande stagione seicentesca e settecentesca, spiccano autori come i fratelli Procaccini,  Morazzone,  Francesco  Cairo, Federico Bianchi, il Nuvolone e il varesino Magatti. Quanto all’800, accanto all’opera dell’Hayez troviamo dipinti di Bertini, Cremona, Ranzoni, Pellizza da Volpedo e Balla. Gli sforzi delle direzioni succedutesi negli ultimi anni hanno portato alla raccolta di numerose testimonianze della produzione contemporanea sia nel campo tradizionale della pittura che della scultura: protagonisti di questi anni sono Fontana, Baj, Bodini, Guttuso, Morandini, Olivieri, Sangregorio, Valentini. Il museo dispone  anche di un interessante archivio fotografico. Molto attiva è anche la sezione didattica che propone itinerari educativi che coinvolgono gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado.