Edificio

Accostabile forse solo al Duomo per popolarità e assolutamente unico per la sua funzione di scrigno di memorie civiche e artistiche della Città di Milano, il Castello Sforzesco è un monumento ricco di una storia secolare e di un presente dinamico.

Il primo nucleo del Castello fu edificato nel 1368 da Galeazzo II Visconti, poi ampliato da Gian Galeazzo e Filippo Maria Visconti, suoi successori. Ma fu Francesco Sforza che, a ridosso della sua nomina nel 1450 a duca di Milano, lo fece ampliare ed abbellire, valendosi di architetti del livello del toscano Filerete e di Bartolomeo Gadio. Tuttavia l’edificio conservava ancora l’aspetto arcigno di un fortilizio quando Galeazzo Maria, figlio di Francesco Sforza, decise di trasferire qui la corte, fino ad allora alloggiata in Palazzo Ducale accanto al Duomo, dando così avvio a numerosi lavori volti ad ingentilirne la struttura, per farne anche una dimora signorile.
Determinante è in questi anni l’intervento dell’architetto Benedetto Ferrini, ma si registra in questo periodo anche la presenza di artisti di rilievo non solo locale, quali Donato Bramante (cui si deve il completamento del Cortile della Rocchetta e la Ponticella verso il fossato a nord-est) e il grandissimo Leonardo, chiamato a decorare con soluzione geniale e personalissima la Sala delle Asse. Queste presenze di rilievo sono dovute all’impulso di Ludovico il Moro.

Sarebbe lungo ripercorrere le tappe della decadenza del monumento, per secoli conteso tra i dominatori spagnoli e quelli francesi, fino al sogno di Napoleone di imperniare su di esso quel Foro Bonaparte solo in minima parte realizzato. Alla fine del XIX secolo, il Castello si presenta ormai in cattivo stato, usato come caserma di cavalleria, tanto che da più parti se ne chiede la distruzione.
Con uno scatto civile di grande lungimiranza, l’architetto Luca Beltrami convinse fortunatamente l’amministrazione civica a salvarlo dalla demolizione, sottoponendolo anzi ad un ingente lavoro di restauro, che lo riportò in vita tra ricostruzioni filologiche e arditi rifacimenti “in stile”.
Dai primi del XX secolo il Castello divenne, sotto l’egida di Beltrami e poi dei successivi direttori museali, un complesso di istituti assurti oggi ad un prestigio internazionale.

I Musei Civici del Castello e gli Istituti Culturali
Il Museo di Arte Antica esemplare per la ricostruzione e l’allestimento, successivo alla Seconda Guerra Mondiale, dello Studio BBPR, che conserva, tra le tante sculture, la splendida, dolente “Pietà Rondanini” dell’ultimo Michelangelo, la Pinacoteca Civica con opere di Andrea Mantegna e Antonello da Messina tra gli altri, il Museo delle Arti Decorative con la loro grande ricchezza di mobili, ceramiche, avori, arti suntuarie e il Museo degli Strumenti Musicali che annovera un ampia selezione di strumenti europei, ed etnografici. Non dimentichiamo le Raccolte Extra-Europee con testimonianze del vicino e lontano Oriente e delle civiltà precolombiane, che si accostano ai Musei della Preistoria e Protostoria e al Museo Egizio. Completano questo multiforme complesso la Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, unica nel suo genere e punto di riferimento imprescindibile per la ricerca iconografica, il Civico Archivio Fotografico, tra le più organiche raccolte fotografiche italiane, la Biblioteca d’Arte, la Raccolta Vinciana, l’Archivio Storico Civico e infine la Biblioteca Trivulziana che conserva tra molti preziosi manoscritti il Codice Trivulziano, un libretto di appunti, autografo di Leonardo da Vinci.

Il Castello Sforzesco con le sue innumerevoli iniziative, mostre, convegni, cicli di lezioni, conferenze, attività per l’infanzia, si propone come uno dei più vivi centri culturali della città.